DAL PASSO DELLA CISA AL PASSO DEI DUE SANTI, PASSANDO PER IL MONTE MOLINATICO

TAPPA 1

Una tappa di crinale tra Emilia-Romagna e Toscana, sulle tracce di antichi insediamenti dei pastori e dei “carbonai”

LUNGHEZZA
TAPPA
0 km
DISLIVELLO TOTALE IN SALITA
0 m
DISLIVELLO TOTALE IN DISCESA
0 m
quota
di partenza
0 m
quota
di arrivo
0 m
difficoltà del percorso

“E” – Escursionistico

Dove ti trovi?

Sei all’inizio della prima tappa, ad un’altezza di 1041m

Il punto acqua più vicino è A

43m

Il rifugio/ostello più vicino è A

43m

alla fine della tappa mancano

25,5km

Vuoi scaricare la traccia GPX di questa tappa? Clicca sul pulsante e portala sempre con te. Oppure collegati direttamente alla mappa su Google

CERCA IL QR CODE PER creare LA tua CREDENZIALE

Per fare in modo che a tutti coloro che percorrono questa via rimanga un ricordo nel tempo abbiamo creato una credenziale virtuale, un vero e proprio diario di tutte le tue tappe raggiunte. 

Su ogni bacheca e ogni punto cardine del cammino vedrai un QR code. Scansionali tutti e qualunque sia il tuo percorso potrai creare la  credenziale virtuale, con l’elenco di tutte le tappe.

Puoi registarti subito sul nostro sito ed essere pronto ad aggiungere tappe una volta che sarai sul percorso o registrarti durante la scansione del primo QR Code. 

Ti aspettiamo sui nostri sentieri, buon cammino

ti piacerebbe un diario di tutte le tappe?

Ciao! Grazie per aver scansionato il QR code e complimenti per aver intrapreso questo magnifico cammino!

Crediamo molto in questo progetto e vogliamo darti la possibilità di avere un ricordo di tutte le tappe percorse. 

Con la scansione di tutti i Qr code che incontri sul tuo cammino puoi facilmente costruirti una vera e propria credenziale virtuale. Registrati sul nostro sito e porta il ricordo di questa alta via sempre con te.

una foto ricordo?

Una vetta che non avresti mai scommesso di riuscire a scalare? Una tappa così lunga che neanche tu riesci a credere di aver percorso?

Carica la foto del tuo momento indimenticabile, la incorniceremo nella nostra “polaroid” e potrai tenerla come ricordo o condividerla sui tuoi social.

Ricorda di usare l’hashtag #altaviaconnessa 😉

Cosa aspetti? Carica subito la tua foto!

Passo della cisa

Un pò di storia

Il Passo della Cisa è uno dei valichi storicamente più importanti e conosciuti dell’Appennino Emiliano.

Recenti scoperte archeologiche portano a considerare di come fosse già frequentato in epoca romana imperiale, anche se la vicina sella del Valoria venne già utilizzata a partire dal periodo repubblicano. Ne sarebbero testimonianza le numerose monete romane rinvenute, volontariamente sepolte come offerte votive attorno i resti di un antico sacello pagano. Scavi archeologici hanno infatti dimostrato una lunga frequentazione del Valoria, interrotta solo in periodo imperiale a seguito dell’accresciuta importanza della vicina Cisa tra il I e il III secolo dopo Cristo.

Durante il medioevo nel valico venne eretto uno xenodochio, i cui resti sono riemersi durante gli scavi condotti nel 1924. Questo ospedale, assieme a quello poco lontano collocato sul versante toscano a Montelungo, forniva assistenza ai numerosi viandanti e pellegrini che ripercorrevano la via Francigena.
L’attuale carrozzabile che giunge al Passo, venne progettata in periodo napoleonico e terminata durante il governo ducale di Maria Luigia. Il ricordo di Napoleone rimase però indelebile nell’immaginario popolare, tanto da indicare una grande pietra ancora visibile con il curioso nome di “sasso di Napoleone”. È questo un grande masso erratico che sembra presentare tracce di lavorazione, ed è piazzato ai margini dell’area di sosta per le auto di fronte al gruppo di case al Passo. Secondo la tradizione il sasso venne utilizzato dallo stesso Napoleone come seggio per il suo riposo. 

Nel punto più elevato e panoramico del valico si erge il maestoso Santuario della Madonna della Guardia, voluto tra il 1919 e il 1922 dai coniugi genovesi Eugenia e Flavio Fasce. Il culto della Madonna della Guardia, sviluppato e diffusosi in Liguria, ben s’innesta con la diffusa tradizione mariana di terra emiliana. L’edificio è una rivisitazione dell’antico linguaggio architettonico gotico elaborato tra Liguria, Lombardia e paesi d’oltralpe. Un suggestivo deambulatorio all’interno dell’edificio permette il passaggio attorno ad una piccola cappella centrale, con arredi e decori architettonici neomedievali.

L’edificio divenne santuario minore nel 1930 e dal 1965 la Madonna della Cisa è venerata come protettrice e patrona degli sportivi di tutto il mondo.

Natura intorno a noi

È interessante notare come il Passo della Cisa si situi in un abbassamento e addolcimento generalizzato della linea di crinale compresa tra il Passo stesso e il Passo del Cirone.
Questa sua caratteristica è dovuta sia ai movimenti tettonici che hanno ribassato la linea di crinale, sia alla erodibilità delle rocce.
I sottili strati arenacei (Arenarie di Scabiazza) vicino alla Chiesa sono più facilmente erodibili rispetto alle grosse bancate che affiorano massicce verso il Monte Grotta Mora (Arenarie del Monte Gottero), che possiamo anche vedere nelle murature della Chiesa della Cisa.

L'angolo della leggenda

Erano i primi anni del XVII secolo, quando dei contadini ritrovarono per caso al Passo della Cisa una magnifica statua della Madonna con Bambino ricoperta di oro zecchino. Questo manufatto venne però trovato proprio sul confine tra Emilia e Toscana e nacque così una disputa tra Bercetesi e Pontremolesi per capire a chi spettava di diritto. 

Mancò poco che le due comunità venissero alle armi, quand’ecco che in un momento di calma si pensò bene a far scegliere alla Madonna dove trovare propria dimora. La statua venne così posta su di una benna, veicolo senza ruote, cui vennero aggiogati due buoi. Questi vennero poi lasciati liberi sul confine e si diressero senza problemi verso Berceto. 

Arrivati quasi alle porte del paese, i due animali improvvisamente si bloccarono in prossimità di un grosso cespuglio senza più muoversi nonostante i colpi di incitamento con la frusta. Tutti i presenti capirono perciò che quello era il luogo prescelto dove poter erigere l’oratorio per contenere la statua. Il santuario conserva ancora la statua e degli affreschi novecenteschi narranti la storia dell’arrivo miracoloso.