DAL PASSO CENTO CROCI AL PASSO DEL BOCCO, PASSANDO PER IL MONTE ZATTA

TAPPA 3

Tappa a cavallo tra Emilia-Romagna e Liguria, ha come “pezzo forte” il monte Zatta, splendido terrazzo sul Golfo del Tigullio.

LUNGHEZZA
TAPPA
0 km
DISLIVELLO TOTALE IN SALITA
0 m
DISLIVELLO TOTALE IN DISCESA
0 m
quota
di partenza
0 m
quota
di arrivo
0 m
difficoltà del percorso

“E” – Escursionistico

Dove ti trovi?

Sei all’inizio della terza tappa, ad un’altezza di 1055m

Il punto acqua più vicino è

• verso PASSO dei DUE SANTI a 4,0km

Il rifugio/ostello più vicino è

• verso PASSO dei DUE SANTI a 0,4km
• verso PASSO del BOCCO a 14,4km

alla fine della tappa mancano

• verso PASSO dei DUE SANTI 18,6km
• verso PASSO del BOCCO 23,3km

Vuoi scaricare la traccia GPX di questa tappa? Clicca sul pulsante e portala sempre con te.

CERCA IL QR CODE PER creare LA tua CREDENZIALE

Per fare in modo che a tutti coloro che percorrono questa via rimanga un ricordo nel tempo abbiamo creato una credenziale virtuale, un vero e proprio diario di tutte le tue tappe raggiunte. 

Su ogni bacheca e ogni punto cardine del cammino vedrai un QR code. Scansionali tutti e qualunque sia il tuo percorso potrai creare la  credenziale virtuale, con l’elenco di tutte le tappe.

Puoi registarti subito sul nostro sito ed essere pronto ad aggiungere tappe una volta che sarai sul percorso o registrarti durante la scansione del primo QR Code. 

Ti aspettiamo sui nostri sentieri, buon cammino

ti piacerebbe un diario di tutte le tappe?

Ciao! Grazie per aver scansionato il QR code e complimenti per aver intrapreso questo magnifico cammino!

Crediamo molto in questo progetto e vogliamo darti la possibilità di avere un ricordo di tutte le tappe percorse. 

Con la scansione di tutti i Qr code che incontri sul tuo cammino puoi facilmente costruirti una vera e propria credenziale virtuale. Registrati sul nostro sito e porta il ricordo di questa alta via sempre con te.

una foto ricordo?

Una vetta che non avresti mai scommesso di riuscire a scalare? Una tappa così lunga che neanche tu riesci a credere di aver percorso?

Carica la foto del tuo momento indimenticabile, la incorniceremo nella nostra “polaroid” e potrai tenerla come ricordo o condividerla sui tuoi social.

Ricorda di usare l’hashtag #altaviaconnessa 😉

Cosa aspetti? Carica subito la tua foto!

Passo del BOCCO

Un pò di storia

Il Passo del Bocco, oggi in territorio Ligure, confina con la punta estrema ovest della provincia di Parma. Secolare area di transito tra il versante ligure e quello emiliano, il Passo vide la nascita dell’attuale carrozzabile solo grazie alla tenacia del Cavalier Henry De Thierry che, intrepido uomo d’impresa, fu a fine ottocento tra i dirigenti di una delle prime industrie chimiche d’Italia situata in Santa Maria del Taro. Il De Thierry investì di tasca propria le risorse necessarie per agevolare la costruzione della carrozzabile del Bocco, che avrebbe agevolato sia la sua attività industriale che la popolazione di Santa Maria. Per lunghi secoli il tragitto che univa i due versanti appenninici era disagevole e tortuoso, ma in tutti i casi percorso anche da nobili e fedeli che dalla Liguria si spingevano fino a Santa Maria per onorare, in occasione di importanti festività mariane, la bella chiesa con la sua statua dedicata alla Madonna. La vicina abbazia di Borzone fondò nell’alto Medioevo un importante Priorato in questa località. I Ravaschieri prima e i Landi dopo, ebbero in Santa Maria un palazzo a tutela e controllo dei beni del Priorato, in continua e costante minaccia dei tanti banditi presenti in questo settore montano. Durante il Medioevo al Passo era in funzione un ricovero per i viandanti di cui non rimane traccia attualmente visibile. Nel 1747 il Bocco fu teatro di un’importante battaglia che vide contrapposti gli austriaci contro i francesi con i loro alleati spagnoli e liguri. La battaglia, combattuta in occasione della guerra di successione austriaca, vide la difesa vittoriosa delle postazioni franco-liguri e spagnole contro l’attacco di un battaglione austriaco che aveva posto alla località di Gaiette, poco prima del Passo, il suo campo. A testimonianza della battaglia, in cui si distinse per valore un contingente di spagnoli comandati da Enrique Haumadà, furono trovati in passato proiettili in ferro e ossa umane in una presunta fossa comune, sita in prossimità della Cappella al Passo del Bocco. Non lontano dal valico è inoltre possibile apprezzare il monumento dedicato al piccolo Giambattista Perasso, detto il Balilla, che nel 1745 incitò i genovesi alla ribellione contro l’occupazione austriaca della città con il lancio di un sasso contro un soldato. La figura del Balilla, che era originario di Scurtabò, frazione vicina al Passo del Bocco, venne usata dal regime fascista per l’operazione Nazionale Balilla a partire dal 1926.

Natura intorno a noi

Il paesaggio della conca di Santa Maria del Taro si discosta dal resto dell’Alta Valle del Taro per l’asprezza e l’aspetto brullo, ma non meno suggestivo. Sono versanti costituiti da rocce ofiolitiche, magma fuoriuscito sul fondo dell’antico oceano Tetide, circa 70 milioni di anni fa. Ricche di metalli pesanti, sono colonizzate da una vegetazione particolare ben resistente alla siccità. Tra le specie più caratteristiche, che colorano i fianchi montani da maggio ad agosto, troviamo l’Euphorbia spinosa, la Genista desoleana, il pero corvino Amelanchier ovalis, ed un ricco corteggio di orchidee, tra cui Neotinea ustulata.

L'angolo della leggenda

Le lacrime del Penna

Secondo una bella e nota leggenda, il Taro e il Ceno sarebbero nati dalle lacrime che un bel giorno scaturirono dal commosso monte Penna. Le lacrime si raccolsero in una grande conca alle falde del monte e i due fiumi fratelli, che vivevano assieme, decisero una volta diventati grandi di prendere strade diverse per aiutare gli uomini nelle loro faccende e portando loro refrigerio con tanta acqua. Un giorno decisero quindi di fare una corsa di velocità sino a Fornovo Taro.
Da lì avrebbero proseguito assieme fino al Po, ma chi sarebbe arrivato per primo a Fornovo avrebbe avuto il diritto di battezzare quest’ultimo tratto fluviale con il proprio nome. Dopo una lunga giornata per calcolare e studiare i loro rispettivi percorsi, entrambi si addormentarono aspettando il sorgere della luna per iniziare la gara.
Il Taro, però, non volle dormire e quella notte pianificò l’inganno ai danni del fratello mentre ancora era immerso nel sonno. Decise infatti di iniziare improvvisamente la sua corsa. Arrivato a Fornovo, da lì proseguì vittoriosamente il suo viaggio fino al Po gettandosi nelle sue acque. Quando il Ceno si svegliò, ormai era già troppo tardi.
Ciò nonostante, non perdendosi d’animo, iniziò anch’egli la sua corsa trovando aiuto da molti rivi vicini come il Noveglia e il Cenedola, ma arrivato a Fornovo poté solo constatare la vittoria di suo fratello, tuffandosi inesorabilmente nelle sue acque.